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DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO
Il nostro paesello incontaminato fino agli anni Settanta, carico e rispettoso del suo passato, è stato mercificato e trasformato in villette, villaggi; i suoi beni paesaggistici rilegati in secondo piano, le sue spiagge occupate, vilipese, ingoiate dal cemento - un enorme contenitore, dove c’è tutto ed il contrario di tutto – vertici di bellezza e fondi di orrendo -
Il nostro bel paese ha mutato la sua fisionomia!
La speculazione edilizia è arrivata anche ad Intavolata!
Quella macchia rossa sulla collina sta a significare altro cemento, altro insediamento abitativo, altro inquinamento.
Il cemento sta imperversando su tutto il territorio, segno che chi amministra non ha radici intavolatesi e né cuore per Intavolata che, viene anche lasciato sporco e abbandonato a se stesso.
Il vero sviluppo del nostro paese passa attraverso la selvaggia distruzione delle belle colline verdi?
Dove sta più il nostro bel promontorio?
Dove sta più la nostra bella spiaggia?
A pensare che avevo sempre sognato di ritornare nel luogo dove sono nato per trascorrervi, serenamente, gli ultimi anni della mia vecchiaia; di respirare ancora l’aria salubre del nostro mare; di godere ancora dell’affetto familiare dei pochi compaesani rimasti a salvaguardia dell’identità “Intavolatese”.
Io sono già arrabbiato per essere stato costretto ad emigrare; immaginiamo a vedere lo scempio del mio paese quando vi ritorno!
Un figlio di Intavolata, Luciano Avolio, con una bella espressione, ci fa vedere che: anche gli scogli “campanaro” e “viertula”, le poche cose che stanno restistendo alla distruzione di Intavolata ed hanno assistito ed assistono ai continui mutamenti del territorio, si stanno sbriciolando sotto i colpi delle onde del mare e, pian piano, stanno scomparendo sott’acqua, come per dire “basta a questo scempio”.
Allora, uniamoci almeno nel coro del dissenso; vigiliamo e denunciamo la devastazione del territorio, può darsi che riusciremo a salvare un po’ del nostro amato paesello dalla speculazione edilizia.
Altrimenti, non ci rimarrà altro che ricordarlo così come ha fatto la nostra compaesana-scrittrice Anna Matera nel suo libro “Immagini sfumate” (Vedi Figli e figlie illustri).